Genitorialità conflittuale: manuale di (d)istruzione per figli
Al giorno d’oggi separarsi non è più un’eccezione, ma rimane comunque una grande sofferenza per tutti i soggetti coinvolti.
1 MAR 2023 • Tempo di lettura: 4 min.
Alzi la mano chi ha pensato: “In questa relazione non sto più bene, ma non posso separarmi, i miei figli ne sarebbero distrutti!”.
I figli. Il collante che lega matrimoni o relazioni disgregate, tormentate, finite. Quei figli per i quali si è pronti a sacrificare il proprio benessere e la propria serenità di coppia, quei figli che, non sempre, ma spesso, vengono utilizzati come strumento di rivendicazione, di ricatto, nelle mani di genitori che li strumentalizzano allo scopo di generare sensi di colpa nel partner che si vuole ferire. E allora forse è meglio continuare a stare insieme. Infelici, sì, ma insieme. Una separazione, è vero, logora tutti i membri della famiglia. I bambini, in particolare, sognano che i genitori, possano, un giorno, tornare insieme. Ma, come abbiamo visto, non sempre i grandi decidono di mettere la parola fine alle loro relazioni disfunzionali, spesso ritenendo, erroneamente, che continuare a stare insieme sia l’unico modo per evitare di fare del male anche ai propri figli. Ma ciò che è davvero importante per un minore sono l’amore, le attenzioni, il riconoscimento, la serenità e la trasparenza e genitori troppo presi dai loro alterchi, non riescono a garantirgli nessuna di queste cose. E chiunque si sia ritrovato a dover crescere in una famiglia dove sia stato veicolato poco amore, sa cosa significhi.
Quali danni per questi figli?
I bambini ci guardano, imparando dalle nostre incongruenze, sintonizzandosi con i nostri stati d’animo, empatizzando con la sofferenza e la frustrazione che vedono riflessa negli occhi dei genitori, quei genitori che, troppo presi dal proprio conflitto, trascurano i figli, impedendo loro, in tal modo, il diritto di crescere in maniera sana, equilibrata ed armoniosa, facendo sperimentare un senso di vuoto e di solitudine. Ecco perché i bambini vanno sempre tutelati, senza renderli partecipi dei conflitti degli adulti, senza che ascoltino le loro litigate o, peggio, siano strumentalizzati ed invitati a prendere una posizione. I piccoli vanno tenuti distanti dalle rivendicazioni dei grandi perché, è bene ricordarlo, rimangono figli di entrambi, continuando ad amarli come tali. Sono molte le ricadute a danno dei figli che vengono generate da tali condotte genitoriali, e possono svilupparsi in momenti differenti del ciclo di vita:
- sul piano personale questi individui potrebbero sperimentare bassa autostima, stati d’ansia o depressivi, dovuti al fatto di essersi sentiti a lungo trascurati e non visti e di non essere cresciuti in un ambiente sereno, percependo sempre un senso di insicurezza;
- su quello relazionale potrebbero diventare persone fin troppo accomodanti e/o compiacenti al fine di evitare conflitti, oppure adulti autoritari, freddi e distaccati che facciano fatica ad accettare il confronto;
- sul piano del rapporto di coppia potrebbero mostrare la tendenza a scegliere persone problematiche, con le quali replicare le stesse dinamiche relazionali imparate dai genitori, decidendo di precludersi la possibilità di essere felici con un partner al loro fianco, in quanto, avendo osservato i propri genitori relazionarsi in maniera aggressiva, potrebbero sperimentare un senso di colpa all’idea di essere adulti felici ed equilibrati e di vivere una dimensione di coppia che permetta loro di sperimentare soddisfazione e calore, laddove mamma e papà sono stati sempre tanti infelici;
- infine, possono esserci delle ricadute anche sul piano genitoriale in quanto, avendo appreso un determinato stile educativo, viziato da dinamiche di coppia ambigue e poco coerenti, potrebbero replicare i medesimi errori commessi dai propri genitori o, al contrario, cercare di prenderne le distanze, rischiando però in tal modo, di commettere gli errori opposti.
Le ripercussioni che le condotte di genitori litigiosi hanno sui loro figli li renderanno adulti fragili, inadeguati, spaventati o, al contrario, aggressivi, autoritari, poco inclini all’ascolto e all’empatia.
In poche parole, difficilmente questi bambini diventeranno adulti felici. Ma una separazione, così come un matrimonio senza amore, possono essere affrontati con l’ausilio di figure professionali di aiuto: avvocati, psicologi, assistenti sociali, al fine di garantire ai bambini un modello di convivenza civile, nonostante e i conflitti e la speranza che ci sia sempre una valida ragione affinchè un amore non debba finire.

Psicologa Psicoterapeuta iscritta all’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto (nr. 9960) | P. IVA: 04611260276